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Accoglienza, inclusione e turismo sostenibile nel cuore dell’Oltrepò Pavese

A Voghera apre ufficialmente il Centro di Cooperazione Sociale multifunzionale "La Palazzina", un nuovo spazio pensato per mettere in relazione accoglienza turistica, inclusione sociale e sostenibilità ambientale.

La Palazzina è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente persone in condizione di fragilità, protagoniste attive nella costruzione di uno spazio pensato per generare inclusione e opportunità. Un luogo aperto alla comunità e al territorio, capace di generare opportunità sociali, economiche e culturali, con una particolare attenzione alle persone più fragili e ai percorsi di crescita individuale e collettiva.

Il progetto nasce nell’ambito di S²O.L.E. – Solidarietà, Sostenibilità, Opere, Lavoro, Emancipazione, sostenuto dal bando Emblematici Maggiori promosso da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia. Si tratta di un’iniziativa di ampio respiro che punta a costruire un modello di innovazione sociale territoriale, capace di attivare e mettere in rete risorse locali, competenze e relazioni, con l’obiettivo di rafforzare l’inclusione e generare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

«La Palazzina rappresenta uno spazio concreto di accoglienza, inclusione e sostenibilità, capace di mettere in rete risorse e competenze del territorio», spiega Sara Fasani, presidente della cooperativa 381. «È un progetto che punta a generare innovazione sociale e a creare nuove opportunità per le persone, attraverso percorsi strutturati di formazione, lavoro e partecipazione attiva».

Il progetto S²O.L.E. si configura infatti come un modello integrato di sviluppo territoriale, basato su una rete sinergica composta da nove partner che collaborano per attivare processi di inclusione, valorizzazione delle competenze e rigenerazione sociale. Un approccio che guarda al territorio in modo sistemico, promuovendo il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, organizzazioni sociali e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare il senso di comunità e costruire nuove forme di mutualità.

All’interno di questo quadro, "La Palazzina" si propone come un vero e proprio hub multifunzionale, capace di coniugare accoglienza turistica e servizi per la comunità.

La struttura comprende un campeggio sociale e un’area sosta camper attrezzata con servizi completi, pensata per intercettare un turismo lento, consapevole ed esigente, sempre più orientato verso esperienze autentiche e sostenibili. In questo contesto, il centro diventa anche una porta di accesso qualificata al territorio dell’Oltrepò Pavese, offrendo percorsi legati all’enoturismo, al turismo gastronomico e alle esperienze culturali ed esperienziali.

Accanto alla dimensione turistica, trovano spazio attività di animazione sociale, laboratori di socializzazione e iniziative culturali e ricreative che spaziano dalle escursioni naturalistiche al trekking, fino alle attività outdoor come la mountain bike. In questa direzione si inserisce anche la ciclofficina sociale, uno spazio dedicato alla promozione della mobilità sostenibile e all’inclusione, dove la bicicletta diventa strumento di formazione, lavoro e partecipazione comunitaria, favorendo autonomia e coesione sociale.

L’intero complesso è progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale e innovazione, come dimostra la presenza di colonnine di ricarica per auto e biciclette elettriche alimentate da pannelli fotovoltaici. Una scelta che rafforza la vocazione ecologica del progetto e ne consolida il legame con le nuove forme di turismo responsabile.

Tra gli elementi più significativi del centro vi è inoltre il forno sociale condiviso, uno spazio pensato per favorire l’incontro, la condivisione e la trasmissione di competenze. Qui la produzione del pane diventa occasione di socialità e crescita, permettendo alle persone di sperimentare pratiche sostenibili, ridurre gli sprechi e rafforzare le relazioni.

Un luogo che va oltre la funzione pratica, trasformandosi in un vero e proprio presidio di comunità.

«Attraverso queste attività vogliamo mettere le persone nella condizione di vivere pienamente il territorio, valorizzandone il patrimonio storico, culturale ed enogastronomico», conclude Fasani. «L’obiettivo è costruire esperienze accessibili, inclusive e sostenibili, capaci di generare valore nel tempo».

Loghi

Pedalare all’aria aperta, scoprire il territorio e vivere un’esperienza guidata in compagnia: tornano i Bici Tour gratuiti del progetto S2OLE, con due appuntamenti dedicati al percorso tra Voghera, Rivanazzano e Salice Terme.

Le date in programma sono il 15 marzo e 29 marzo. Partenza ore 14:30

Il tour prevede un percorso ad anello di 23 km, della durata di circa 4 ore, con partenza dal Centro Multifunzionale “La Palazzina” / Campeggio 381, Via Palazzina 15, Voghera (PV).

Percorso

Voghera - Rivanazzano - Salice Terme - rientro a Voghera

L’iniziativa è gratuita ed è condotta da una guida turistica abilitata, nell’ambito del Progetto S2OLE, finanziato da Fondazione Cariplo.

Prenotazione obbligatoria

La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro il venerdì precedente al tour. È importante compilare un modulo per ogni partecipante.

Informazioni utili per partecipare: Per prendere parte al tour è necessario essere muniti di bicicletta propria. È disponibile anche un numero limitato di biciclette a noleggio: chi ne avesse bisogno può scrivere a visiteguidate@vieniapavia.it per verificare la disponibilità.

Si consiglia di portare:

Il percorso è semplice, ma piuttosto lungo, quindi è consigliato valutare con attenzione le proprie condizioni e capacità prima dell’iscrizione.

Condizioni del servizio

I tour sono gratuiti perché organizzati nell’ambito del Progetto S2OLE. Con la compilazione del modulo di prenotazione si accettano tutte le condizioni del servizio.

Per prenotarti, inquadra il QR code presente nella locandina oppure compila il modulo online.

Per maggiori informazioni: visiteguidate@vieniapavia.it

Evento organizzato da Oltre Confine scs onlus.

Tour bici progetto s2ole

Educare per la legalità, un nuovo progetto dei Club Rotary del gruppo longobardo, per il carcere di Voghera

È stato presentato nei giorni scorsi il progetto "Educare per la legalità", fortemente voluto da 8 Club del Gruppo Longobardo con capo fila il Club Rotary Oltrepò presieduto dall'attuale Presidente Arturo Zancan.

Anna Bruni, volto già noto nel Gruppo Longobardo per i numerosi progetti dedicati al mondo del carcere come quello sull'Apicoltura per il reinserimento sociale che, in coppia con l'Avvocato Ilaria Sottotetti, hanno progettato e studiato questa serie di incontri che proseguiranno sino a Giugno 2026 presso il carcere di Voghera.

Il tema della legalità è fondamentale per tutti quelli che desiderano riprendere in mano la propria vita sulle vie della buona condotta e reinserimento sociale per questo motivo si è pensato di strutturare gli incontri in un'ottica educativa, nel senso di una narrazione che metta in evidenza i i valori che stanno a fondamento della legge italiana; si parte dalla Costituzione (valore del lavoro, diritti inviolabili dell’uomo, principio di uguaglianza, tutela delle minoranze linguistiche, tutela di tutte le confessioni religiose, valore della cultura, tutela degli stranieri, diritto di asilo, valore della libertà, della libertà di circolazione e corrispondenza, diritto di Difesa, presunzione di non colpevolezza, valore della famiglia, i diritti e doveri dei genitori, la tutela della maternità, della infanzia e della gioventù, il valore della istruzione) per poi proseguire con la loro concretizzazione nel Nostro Codice Civile ( domicilio, residenza, parentela e affinità matrimonio, ordini di protezione contro gli abusi familiari, ecc, proprietà, possesso, ecc, lavoro, tutela dei diritti), Codice Penale (non punibilità per particolar fatto, ecc, delitti contro l'amministrazione della giustizia, il sentimento religioso, contro la libertà sessuale, gli animali, la famiglia, la persona, il patrimonio ecc, delitti contro la libertà sessuale, gli animali, la famiglia, la persona, il patrimonio ecc,) e terminare con i valori sottesi alla normativa stupefacenti, esecuzione penale, misure alternative alla detenzione e giustizia riparativa alla luce della Riforma Cartabia

Davide Pisapia, Direttore della Casa Circondariale di Voghera, U.E.P.E. Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna facente parte del Ministero della Giustizia Dipartimento Giustizia Minorile e Di Comunità, Comunità San Pietro di Voghera e Moreno Baggini per Cooperativa 381 sempre di Voghera, hanno dato il benestare al nuovo progetto che vedrà come relatori  l'Avvocato Sottotetti e l'Avvocato Branzoli - rotariani - per offrire incontri informativi ai carcerati.

“Il progetto è l'ennesimo nato dalla fiducia che il Carcere di Voghera ripone sempre in noi rotariani ma soprattutto dalla stima e professionalità reciproca nata tra me e l'Avvocato Sottotetti" - ha dichiarato Anna Bruni e che "senza il supporto dei i Club e del Distretto ROTARY 2050, dei partner esterni come Comunità San Pietro e Cooperativa 381 sarebbe stato difficile da realizzare. Un particolare ringraziamento va anche alla U.E.P.E. e alla sua Direttrice dott.ssa Fontana, sempre partecipe con entusiasmo a tutti i progetti che si adoperano per la rieducazione e il reinserimento dei detenuti".

Paola Fontana ha dichiarato "Questo progetto di educazione per la legalita' proposto e finanziato dal Rotary, rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Voghera ed a un gruppo di persone sottoposte a misura alternativa che svolgono un programma terapeutico presso la Comunità San Pietro, è per noi molto interessante. Finalizzato ad accrescere la responsabilita' penale e civile, riflettere sui diritti e doveri, nonche' sul danno arrecato dalla commissione del reato. Si coglie l'occasione per ringraziare il Rotary per questa opportunita' trattamentale."

Moreno Baggini per Orti Sociali e Cooperativa 381 ha dichiarato con entusiasmo: "Ringraziamo il Rotary e Anna Bruni, che come sempre ci coinvolge ma soprattutto seguiamo quello che già due anni fa è nato ed ha avuto forte impatto e successo di pubblico che è stato il progetto dell'Apicoltura sociale in Carcere".
 
Inaugurato il primo seguitissimo incontro il 19 Gennaio scorso che, con un fitto calendario di appuntamenti sino a Giugno, si prospetta ricco di interessanti momenti informativi  e legali per i detenuti.

Giovedì 22 maggio 2025 – ore 11.00
Via Palazzina 15, Voghera (PV)

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Siamo felici di invitarvi all’inaugurazione del Parco Rurale La Palazzina, uno spazio dedicato alla comunità, alla natura e all’inclusione, frutto di un importante percorso collettivo.

Programma della giornata:

Per informazioni:
Cooperativa Sociale 381
treottouno@tiscali.it - 338 1001409

di Serena Simula

“La Palazzina” a Voghera è finalmente una realtà

Costruita dalla cooperativa sociale “381” con il sostegno di Intesa Sanpaolo, la nuova casetta nel parco rurale “La Palazzina” a Voghera è finalmente una realtà. La presidente della cooperativa, Sara Fasani, spiega: «Mancava uno spazio coperto per incontri e laboratori».

La struttura, realizzata in legno e progettata dal geometra Francesca Graziani e dall’ingegnere Cesare Campanini, è stata finanziata attraverso un crowdfunding e un sostanzioso contributo di Intesa Sanpaolo, per un totale di 104 mila euro raccolti. La casetta, situata al centro del futuro parco rurale, ospiterà laboratori, corsi, incontri e attività rivolti principalmente a ragazzi disabili, anziani e alla comunità locale.

I lavori sono a buon punto, anche se mancano ancora i marciapiedi intorno alla struttura, i pannelli fotovoltaici e gli impianti interni. Una volta completati, si procederà con l’allestimento del giardino terapeutico, che includerà aiuole rialzate accessibili anche a chi utilizza la sedia a rotelle. L’inaugurazione è prevista per maggio.

Paola Lecci, neo direttrice regionale Lombardia Sud di Intesa Sanpaolo, ha commentato:

«Attraverso l’impegno delle nostre persone sui territori, il contributo della Banca e la messa a disposizione della nostra piattaforma di raccolta fondi, abbiamo supportato questo progetto. Siamo convinti che darà a Voghera un sostegno concreto per la rigenerazione ambientale, il benessere delle persone e l’inserimento lavorativo».

La casetta rappresenta un’importante aggiunta agli Orti sociali di via Palazzina, dove la cooperativa 381 svolge da anni progetti e iniziative sociali legate al territorio. «Spesso lavoravamo all’aperto, ma c’erano dei limiti: mancava un luogo riparato», ha aggiunto Fasani. Oltre alla casetta, è prevista un’area all’aperto con un giardino terapeutico curato nei minimi dettagli, con spazi distinti, cromie floreali e profumi delicati, pensati per contribuire al benessere psico-fisico dei frequentatori.

la palazzina - cooperativa sociale treottouno

Avremo un percorso multisensoriale

Sara Fasani, presidente della cooperativa sociale “381”, che sta sviluppando il progetto insieme a Moreno Baggini, racconta:

«Svolgiamo già da molti anni progetti e iniziative sociali legate al territorio. Spesso, però, lavoravamo all’aperto e c’erano dei limiti: mancava un luogo riparato. Certo, abbiamo previsto anche un’area all’aperto: avremo un giardino terapeutico curato nei minimi dettagli, con spazi distinti, cromie floreali e profumi delicati, per contribuire alla salute psico-fisica di chi lo frequenterà. Avremo un percorso multisensoriale».

Il progetto della casetta nel parco rurale “La Palazzina” rappresenta un passo importante per la comunità di Voghera. Non solo offre uno spazio coperto per attività e incontri, ma promuove anche l’inclusione sociale e il benessere attraverso il giardino terapeutico e le aiuole rialzate accessibili a tutti, compresi coloro che utilizzano la sedia a rotelle.

Intesa Sanpaolo, attraverso il suo impegno sul territorio e la piattaforma di raccolta fondi forfunding.com, ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere questo progetto. Paola Lecci, neo direttrice regionale Lombardia Sud di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l’importanza di continuare a supportare iniziative che favoriscono la crescita economica e sociale delle comunità locali.

L’inaugurazione della casetta è prevista per maggio, e si prevede che diventerà un punto di riferimento per la comunità, offrendo opportunità di incontro, formazione e benessere per tutti.

Alcuni mesi fa, con grande entusiasmo da parte del pubblico e dei partner coinvolti, è iniziato il progetto “Apicoltura per il reinserimento sociale’’, ideato da Anna Bruni Agnes, Presidente della Commissione Distrettuale del Carcere, Misure Alternative, Reati e Giustizia. La proposta, accolta dalla Casa Circondariale di Voghera nella figura del Direttore Dott. Davide Pisapia, mira a unire uomo e natura, offrendo una possibilità concreta di riscatto: formare i partecipanti per avviare una startup capace di cambiare la loro vita.

Collaborazioni e location del progetto

Il progetto, realizzato con il supporto del Distretto Rotary 2050, del Rotary Club Gruppo Longobardo (capofila Rotary Club Valle Staffora), e di altri partner come UEPE Pavia, API Lombardia, e la Cooperativa 381 Onlus Orti Sociali (rappresentata da Moreno Baggini e Sara Fasani), si svolge presso gli Orti Sociali di Voghera.

Sei mesi di attività: i risultati

A sei mesi dalla partenza, il Dott. Marco Cavanna, responsabile del progetto, ha tracciato un bilancio positivo:

“Il progetto è stato accolto con entusiasmo da me e dai ragazzi coinvolti. Siamo passati da quattro a sei casette di api, con circa 200.000 api. Dopo aver preparato le api per l’inverno, ci siamo confrontati sulle esperienze e le emozioni di questi mesi.”

apicoltura orti sociali

Il Dott. Cavanna, apicoltore e psicologo rieducativo, ha voluto creare un’esperienza unica per i partecipanti:

“Ho fatto sperimentare il contatto diretto con le api, tagliando un guanto protettivo per avvicinare la mano. Questo ha permesso ai volontari di entrare in sintonia con le api, comprendendone i comportamenti e superando paure. Due di loro sono stati particolarmente entusiasti.”

Un progetto per il reinserimento sociale

L’ideatrice Anna Bruni Agnes ha dichiarato:

“Il nostro obiettivo è permettere a chi ha avuto difficoltà in passato di intraprendere un percorso imprenditoriale, offrendo loro una luce in fondo al tunnel.”

Il Direttore della Casa Circondariale, Dott. Davide Pisapia, ha sottolineato:

“La rieducazione è un processo dinamico che passa attraverso la ricostruzione della persona. Questo progetto rappresenta una concreta opportunità di cambiamento.”

Prossimi passi: dal miele alla sostenibilità

Grazie agli Orti Sociali di Voghera, il progetto ha completato il primo step e guarda al futuro. La prossima fase prevede la produzione di miele da presentare ai partner, per poi avviare la vendita nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti e in botteghe alimentari sensibili all’iniziativa. Questo garantirà la sostenibilità del progetto, supportata dalla Cooperativa 381 Onlus.

Alcuni partecipanti hanno già manifestato idee innovative, come la produzione di “miele al peperoncino’’ o di propoli, dimostrando creatività e intraprendenza.

Un esempio per il territorio nazionale

L’iniziativa ha dimostrato che un progetto ben organizzato può portare a risultati concreti in breve tempo, diventando un modello per programmi simili su scala nazionale.

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Il progetto, possibile grazie a Intesa Sanpaolo, è il proseguimento dell'esperienza degli Orti Sociali

Filiberto Mayda (VOGHERA) - La Provincia Pavese

«Abbiamo raccolto centoquattromila euro. Risultato di un crowdfunding – e il sostanzioso aiuto di Intesa Sanpaolo che ha coordinato la parte finanziaria – per il progetto del "Parco rurale La Palazzina", poco distante dallo Staffora, perfetto proseguimento per la riqualificazione della bellissima area degli Orti Sociali dedicata a Moreno Baggini. Che appunto annuncia il risultato. Una cifra che ora permetterà di avviare i cantieri.

"Noi ci credevamo" – dice Baggini – ma non lo dicevamo ad alta voce. Invece il risultato, grazie a Intesa Sanpaolo e alla generosità di tante persone e aziende che hanno voluto contribuire, è stato eccezionale. Un risultato importante non solo per la nostra cooperativa sociale 381, ma anche per tutta la comunità e il territorio, per le città di Voghera. Perché, nel progetto che andremo a realizzare, è prevista anche una struttura, assolutamente eco-compatibile, che sarà a disposizione per incontri, corsi, convegni. Come sempre, siamo operosi al mondo, non solo alle persone che hanno più bisogno di aiuto e sostegno delle altre.»

Cosa Prevede l'intervento

Il cuore del progetto per il Parco Rurale la Palazzina è la creazione di un ambiente rigenerante e inclusivo viene spiegato in una nota stampa. Si inizierà con l'area verde che ospiterà un giardino terapeutico, curato nei minimi dettagli, con spazi distinti, cromie floreali e profumi delicati, per contribuire alla salute psico-fisica di chi lo frequenterà. Verranno realizzati diversi orti sociali dove la comunità di Voghera potrà coltivare i propri ortaggi e ospitare l’inserimento lavorativo di persone fragili per stimolare percorsi di autonomia e inclusione sociale.

Questi orti nasceranno dalla riqualificazione di un terreno abbandonato, per offrire prodotti etici, sostenendo la salvaguardia ambientale e la biodiversità agricola locale. Potranno difatti essere reintrodotte varietà ortive e cerealicole tradizionali e piante spontanee autoctone, tipiche del Pavese. Al suo interno, il Parco Rurale accoglierà un luogo di aggregazione, realizzato in legno o materiale riciclato, completamente autonomo dal punto di vista energetico grazie a pannelli solari e fotovoltaici. Sarà un punto di incontro per laboratori creativi durante tutto l'anno, di socializzazione e benessere per tutte le età.

Infine, uno spazio per l'economia circolare adibito alla riparazione ed al riuso. Verrà inoltre trasformata un'area esistente per ridurre gli sprechi e i rifiuti, dando nuova vita ad oggetti di ogni tipo. Questo anche grazie all'inserimento di persone con disabilità, promuovendo inclusione e nuove opportunità socio-lavorative

Il futuro di 381

«La cooperativa sociale 381 di Voghera – aggiunge Moreno Baggini – ormai da molti anni, presenta progetti e iniziative che riguardano il nostro territorio, oltre agli scopi di aiuto che le sono cari. Spesso, però, proprio agli Orti Sociali, lavoravamo all'aperto e c’erano dei limiti. Mancava un luogo per poterci concentrare fuori e fare di quest'area un luogo più sicuro, penso ad esempio alla possibilità di accogliere dei ragazzi con problemi di autismo. Bene, ora l’avremo! Le persone e le istituzioni ci hanno ringraziato tantissime, prima tra tutte Intesa Sanpaolo. Ma voglio anche dire che grazie agli uffici del Comune che ci hanno assistiti in questo percorso...»

«La forza del progetto – sottolinea ancora il presidente Baggini – risiede nella collaborazione con il settore imprenditoriale locale, incoraggiando le aziende del territorio a donare risorse e competenze.»

Disabili formati e inseriti nel mondo del lavoro

La storia

Settantacinque prese in carico di persone con disabilità, venticinque doti impresa attivate che sono sfociate in sette assunzioni in cooperative e aziende.

A un anno e mezzo dal suo battesimo, il progetto am-ABIL-Mente al lavoro, promosso dal Centro Servizi Formazione di Pavia con il sostegno di Fondazione Cariplo, presenta gli importanti risultati raggiunti, a cui sommare anche le persone che hanno ottenuto la certificazione di Disability Manager, una figura professionale poliedrica che si occupa di coordinare e realizzare progetti personalizzati per l'inserimento al lavoro dei dipendenti con disabilità.

Importanti risorse

Un ruolo importante nell'ambito di questo progetto che si è posto come uno strumento per gli imprenditori sensibili e ha agito come catalizzatore per avviare un dialogo culturale intorno alla tematica della disabilità e per contribuire a una rigenerazione del contesto dell'inclusione a livello lavorativo. Accanto al CSF (ente capofila) in prima linea nel portare avanti il progetto anche le Acli Provinciali Pavia, Finis Terrae, Gli Aironi e la cooperativa sociale treottouno.

Il progetto ha come obiettivo quello di dare una risposta concreta ai dati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riferisce che in Italia solo il 12 per cento di coloro che hanno una limitazione grave e il 28,9 per cento di coloro che hanno una limitazione non grave risultano occupati.

Che soddisfazione

Tra le persone che sono state accolte, formate e inserite nel lavoro c'è anche Valentina, una giovane donna con disabilità che abita a Voghera. "Ho frequentato il corso di addetta all'accoglienza e servizi di portierato che mi è servito ad acquisire abilità comunicative e relazionali utili al mio inserimento lavorativo.

Ho affrontato un colloquio conoscitivo presso un supermercato di Voghera e il supporto dell'operatrice del CSF mi è stato utile per ridurre la mia ansia e per darmi sicurezza – racconta – ho svolto presso questo punto vendita un tirocinio formativo che mi ha permesso di misurarmi nel mondo del lavoro e che mi ha arricchita sia dal punto di vista pratico che relazionale". E poi per Valentina la lieta conclusione: "Ho portato a termine il mio tirocinio con ottime soddisfazioni ed inaspettatamente sono stata assunta dall'azienda. Questo percorso mi ha stimolato positivamente portandomi a credere maggiormente nelle mie competenze".

L'azienda sensibile

Emblematiche della volontà delle aziende di contribuire al benessere delle persone e della comunità attraverso l'inclusione sono le parole di Francesca Garberi, amministratrice dell'azienda Maccagni srl di Voghera, una piccola azienda di famiglia che ha accolto 4 persone con disabilità attraverso la dote impresa in meno di due anni.

"Il bello di una piccola azienda è che la persona ha tante possibilità di imparare perché ciascuno fa un po' di tutto -spiega Gerberi- ognuno ha il suo ambito di applicazione ma possono sperimentarsi in tutto il processo di gestione. Per esempio, la ragazza che è venuta da noi ed era iscritta all'Università di Pavia, in Economia, ha potuto vedere come funziona tutto, dalla fatturazione, alla relazione con i clienti e fornitori, ed è andata avanti a lavorare per una compagnia multinazionale a Milano. È un'opportunità per chi entra e noi siamo contenti di offrire questa possibilità a tutti'".

Delle 75 persone con disabilità che hanno partecipato al progetto 36 sono in Oltrepò Pavese, 22 nella zona di Pavia e 17 in Lomellina.

Reintegrare soggetti svantaggiati attraverso l’agricoltura sociale

Un nuovo progetto sociale di rilevanza territoriale e rieducativa è stato avviato grazie all'iniziativa di Anna Bruni Agnes, presidente della Commissione distrettuale CARCERE, MISURE ALTERNATIVE, REATI, GIUSTIZIA. Questo progetto, proposto alla Casa Circondariale di Voghera in collaborazione con il Dott. Davide Pisapia, il Distretto Rotary 2050, il Rotary Club Gruppo Longobardo guidato dal Rotary Club Valle Staffora, UEPE Pavia con la Dottoressa Fontana, le Associazioni API Lombardia e la cooperativa 381 Onlus Orti Sociali rappresentata da Moreno Baggini e Sara Fasani, mira a reintegrare soggetti svantaggiati attraverso l’agricoltura sociale.

Formazione "on the job"

Il progetto si propone di offrire formazione "on the job" sia all'interno che all'esterno del carcere, coinvolgendo detenuti, soggetti in prova e individui impegnati in lavori di pubblica utilità, nella gestione di arnie per la produzione di miele. Questa formazione professionale permette ai partecipanti di appassionarsi al mondo delle api, acquisendo nel contempo competenze utili per il loro reinserimento nella società una volta scontata la pena.

Davide Pisapia della Casa Circondariale di Voghera sottolinea:

“La rieducazione è un processo dinamico di ricostruzione della persona. Questo progetto, voluto da Anna Bruni, dimostra come sia possibile un cambiamento reale. Iniziative come queste, che stimolano i detenuti a sentirsi utili, sono fondamentali. Oltre ai laboratori di teatro, attività come l’apicoltura, che mettono i detenuti in contatto con la natura, sono particolarmente efficaci e di grande impatto”.

Anna Bruni Agnes, ideatrice del progetto, aggiunge: “Grazie al supporto del Gruppo Longobardo del Rotary, abbiamo organizzato attività formative presso la casa circondariale di Voghera, guidate dall'esperto apicoltore e educatore Marco Cavanna”.

La Dottoressa Fontana del gruppo UEPE Pavia dichiara: “Il progetto è in linea con la vocazione agricola del nostro territorio e ha un forte impatto sulle interazioni sociali e ambientali. Favorire l’inclusione e accelerare il reinserimento sociale sono obiettivi sempre più rilevanti”.

Il miele prodotto sarà venduto in botteghe alimentari e nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti, garantendo così la sostenibilità del progetto. Moreno Baggini della Cooperativa 381 Onlus sottolinea: “Ringraziamo il Rotary e la Casa Circondariale per aver coinvolto Orti Sociali e la Cooperativa 381. Le api insegnano a lavorare insieme e a condividere obiettivi comuni, un’importante lezione per il reinserimento sociale”.

Il progetto rappresenta un’opportunità unica per i detenuti di impegnarsi in attività costruttive, sviluppare nuove competenze e rafforzare la propria autostima. Attraverso l’apicoltura, i partecipanti possono connettersi con la natura e guardare al futuro con una prospettiva positiva. Le sessioni formative in apiario si sono rivelate particolarmente coinvolgenti, con i detenuti che hanno mostrato grande interesse e intraprendenza, proponendo anche idee innovative come la produzione di “miele al peperoncino”.

Il progetto continuerà fino al 2025, sostenuto dall'impegno di tutti i gruppi coinvolti e dei volontari. Questo impegno collettivo dimostra che tutti meritano una seconda possibilità e che, con il giusto supporto, è possibile un reale reinserimento nella società.

Cooperativa Sociale 381
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